Arianna Chieli

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Jason Wu, N.Y. e le cose che non posso avere

Jason Wu per Target

La prima volta che ho visto un abito di Jason Wu è stata un’epifania. Ricordo benissimo che era un natale di qualche anno fa, ero in Umbria dai miei genitori, dove rigorosamente si compra LaRepubblica ogni santo giorno che dio mette in terra e c’era un articolo sugli stilisti che vengono dall’oriente. Il taglio era del tipo ” non solo copie, ma creatività” e tra le foto un abito di Jason Wu. Dal’ “E questo chi è? ” alla spasmodica ricerca sul web è stato un attimo. E da lì Jason non mi ha mai deluso. Voglio dire, che Michelle Obama lo abbia scelto per un abito importante ( che non è tra i miei preferiti, ma denota lo stile della signora, una che davvero non sbaglia un colpo) non mi ha cambiato la percezione e l’amore verso uno dei mie stilisti preferiti. Un abito di Jason Wu non costa poco. Perciò mi appare chiaro come il sole che non mi posso permettere di indossare un pret-à-porter della sua prima linea. Ma talvolta gli dei guardano giù verso noi comuni mortali e interpreto la collaborazione con Target come un chiaro segno del destino. E se sono rimasta indifferente a Versace for H&M ( lo sarò molto meno alla collaborazione  firmata Marni), sono chiaramente impazzita di fronte ai piccoli abiti anni 50 che da domani andranno in  vendita sul sito di Target e nei loro punti vendita. Si, finchè non ho letto che dalla vendita era esclusa l’Italia. Ma come, ma perchè?

Jason Wu AI 2012

Di fronte a un Jason Wu a 50 dollari non mi arrendo. E la fortuna aiuta gli audaci. Enzo è uno dei miei migliori amici. Gli voglio un bene dell’anima e rappresenta quello che io non ho fatto. L’altra faccia della medaglia. E’ un talentuoso chef. Che non ha mai avuto paura di partire. Un nomade di lusso. Nostalgico poco, mai cambiato nonostante i successi. Dopo Londra e Dubai si è trasferito da poco a N.Y. dove ha preso in mano la cucina del Broken English, ristorante italiano a Brooklyn  che se siete di passaggio vi consiglio di provare.

Una lunga telefonata su Skype guardando la neve che imbianca la grande mela e la promessa che stavolta ci vado a trovarlo. E zac che l’ho incastrato. ” Ho bisogno di un grande favore” “Dimmi sister” “Mi serve un Jason Wu””Lo avrai”. E così ho fissato la sveglia del telefono, mandato il link al mio chef preferito e adesso non mi resta che aspettare. Un pezzo di quell’america che ho sempre voluto verrà da me. Dalle mani di un amico che rivedrò tra poco, prima di ( e stavolta lo faccio)  volare verso Brooklyn col mio nuovo Jason Wu.

Jason Wu for Target

 

 

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