Arianna Chieli

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Se non ora, quando?

Oggi c’ero con il cuore. C’ero perchè sto da sempre dalla parte delle donne. Perchè sono anni che mi contorno di staff femminili, perchè non entro in competizione con chi è più bella e più brava di me, perchè credo che la statura morale di un popolo di misuri dal modo in cui tratta le sue donne. Sfiga ha voluto che mentre le mie amiche&sorelle, i miei amici, fratelli &genitori fossero in piazza, mio figlio cinquenne fosse sotto un febbrone da cavallo e, reduce da una notte al pronto soccorso della DeMarchi, seppure dibattuta, son rimasta con lui a tenergli la manina e  a cambiare  pezzuoline bagnate sulla fronte.

Ma la tecnologia è mia sorella e grazie a twitter ho sentito, scambiato e ridiffuso foto ed emozioni ai quattro angoli del globo. Intanto che Sky trasmetteva il live da Roma c’era un mondo di donne e uomini che sulla rete esprimeva la propria solidaretà, il proprio sdegno, la voglia di far parte di un paese migliore di così.

Sono orgogliosa di essere una donna, una di quelle che non l’ha mai data per fare carriera, una che ha usato la testa e non il culo! Ma sono anche arrabbiata di essere una madre sfinita dal doppio lavoro, una professionista pagata meno dei suoi pari livello uomini, una che porta la carta igienica a scuola perchè non ci sono più soldi per la cultura e manco per la carta, a dire il vero.

Sono sfranta di vedere tette e culi sui manifesti per vendere un abito o un detersivo. Stufa che al posto della meritocrazia ci sia il bunga bunga. E che le incapaci messe in posizione di potere per pagamenti a novanta si trincerino dietro scuse come ” ma sono laureata”. Queste donne non mi rappresentano, non ci rappresentano.

Come cantava Jovanotti quasi un decennio fa “le italiane amano il sesso, ma a letto fan l’amore, non lo fanno per i soldi, lo fanno col cuore”..

Siamo pronte per riprenderci il nostro futuro?

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