Arianna Chieli

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epifania…

dopo anni di tormentate richieste a nonni sempre troppo occupati da improbabili viaggi e/o incredibili massaggi all’università della terza età, intervallati a jam session di pulizie primaverili e visione di telenovelas, tornata dal mare alla frutta, con asilo latitante e marito impegnato a salvare il mondo, ho preso l’unica soluzione possibile. Ho chiamato una tata. E, dioognitantoguardagiù, ho trovato LA TATA. E’ laureata in qualcosa che le permette di insegnare all’asilo, puericultrice, carina da matti, giovane, ha la macchina e soprattutto mio figlio l’adora. Dico l’adora: la sbaciucchia, la vorrebbe anche la sera (inizio a farmi delle domande sul mio ruolo, ma vabbè..). Certo è un po’ cara e tra poco potrebbe mollarmi perchè aspetta una chiamata da un qualche asilo pubblico, ma sono disposta a mangiare riso bianco pur di tenermela. Perchè non ti ho trovata quando girovagavo pellegrina in cerca di una mano? E poi c’è ancora chi dice che i soldi non danno la felicità…non raccontiamoci cazzate! Preferisco poter pagare qualcuno che dover pregare qualcuno…

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