Arianna Chieli

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amarcord…

..nei primi anni 90 il mio secondo lavoro, o forse dovrei dire il primo perchè era con quello che mi mantenevo, era la cubista (e non la stagista in una multinazionale delle telecomunicazioni, dove alla faccia della laurea e del master mi davano in una mese quanto guadagnavo in 2 sere sopra il cubo!). Lungi dall’essere quel mestiere sordido descritto poi in libelli di bassa letteratura, richiedeva però un look ad hoc. Primo ed irrinunciabile accessorio: le scarpe con la zeppa. Adesso si trovano ovunque, da Armani a Versace, ma più di 10 anni fa erano considerate una cosa da “tamarra”, non le portava nessuno, se non appunto le cubiste e solo in discoteca. Mi ricordo che andavamo dallo Zoccolaio a Milano, oppure dal mitico Buba, o a Riccione sul lungomare dove c’era un negozio dedicato alle scarpe così. Ma le più belle che avevo erano un paio di sandali in pelle nera, plateaux e tacco a spillo 18, difficilissime, acquistate a Cannes in un sexy shop in tempi non sospetti.Se ci penso adesso eravamo davvero troppo avanti…

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