Arianna Chieli

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Qualcuno si sta dando un sacco daffare con bamboline vodoo a mia immagine e somiglianza, agitando spilloni in tutte le direzioni. Ora, nonostante il potere del bambino, un po’ inizio ad accusare. E nel frattempo, tutto il resto è noia…

Sto troppo da sola. Io e il mio mac, in un dialogo muto e costante di battiti sulla tastiera. Il potere dell’immateriale, suoni attutiti da un video, voci clonate da telefoni in continua funzione. Mi manca il fattore Umano. Ogni tanto penso che potrei dare via di testa. Continua a piovere, in uno spleen grigio monocromatico che cauterizza gli istinti vitali. E meno stimoli ho, meno ne riesco a percepire tutto intorno a me. La mia generazione non sa cosa fare. Mi sento depressa e mi deprime sentire che chi ho attorno sta male. Ci vorrebbe un ripensamento globale, ma qui siamo alla sopravvivenza. Questa è la Milano che mi ingoia, principessa della paranoia…

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