Arianna Chieli

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..il matrimonio è una grande prova di pazienza, specialmente quando il marito in questione è un centauro. Voglio dire, non è che io odi per principio andare in moto, ma sicuramente non mi riempie di gioia. Prima di tutto è scomodo, anzi scomodissimo, stare per tre ore appollaiata lì dietro che quando fa caldo sudo come in una sauna e mi si appiccica la maglietta allo scomodissimo giacchetto da biker, quando fa freddo ti caghi di freddo, ma non puoi neanche parlare, tanto non c’è soluzione. E poi non puoi chiacchierare, nè ascoltare la musica. Guarda il panorama, direte voi…paresse facile guardare il panorama ai 150/200 chlometri l’ora, in cui la massima concentrazione è restare attaccati alla sella per non farsi sbalzare giù. Inoltre posso dimenticare le mie belle scarpette, le mie mise marittime o qualsivoglia crema e cremetta. In moto non c’è posto per i bagagli. L’unica cosa positiva è che salti le code al casello. Ma se mio marito ama la moto come filosofia di vita, come adrenalina, come mezzo di trasporto alternativo, come si fa? si sopporta…

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